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  2. Agricoltura è
  • Alogoagricoltura2020ssociazione Promossa dalla Confederazione Italiana Liberi Agricoltori per occuparsi delle attività multifunzionali dell'Agricoltura: l'Agriturismo, le Fattorie Didattiche e Sociali, l'Ambiente, il Territorio e la Cultura Rurale. 
    • Con questo SITO si vuole offrire uno strumento di informazione e formazione al servizio degli agricoltori, dei tecnici, dei cittadini. 
    • Attraverso il contenuto delle pagine  è possibile conoscere tutta la normativa che disciplina le attività multifunzionali dell'Agricoltura, acquisire ulteriori conoscenze rispetto alla corretta e coerente gestione delle attività. 
    • Pensiamo possa essere un valido strumento per fornire tutte le informazioni necessarie sia agli Agricoltori, sia ai Cittadini - Consumatori con l'obiettivo di far acquisire ulteriori conoscenze e competenze per realizzare, svolgere e vivere al meglio tutte le attività  che nelle aziende agricole si possono trovare.
    • Ci saranno, anche, degli spazi dedicati alle nostre aziende per farle conoscere e promuoverne i prodotti e le attività.

  • Le attività multifunzionali dell'Agricoltura hanno avuto origine negli anni '70 con la nascita spontanea dell'agriturismo per poi completarsi nel corso degli anni, rispondendo con nuove attività alle crescenti esigenze manifestate dalla società moderna: Fattorie Didattiche, Fattorie Sociali, Vendita diretta ed altro.
  • Ma, malgrado questo trend positivo, la crisi che investe l’agricoltura è cresciuta così come è cresciuto il distacco dall’agricoltura e da tutto ciò che essa rappresenta.
  • Ciò, malgrado le esigenze manifestate da parte dei cittadini – turisti – consumatori che in qualche modo hanno invaso le campagne. Gli agricoltori, da parte loro, sono stati capaci di far comprendere che l’Agricoltura è un settore particolare perché nella sua pratica agiscono e interagiscono fattori che dipendono dalla natura, dal territorio, dal clima, dall’operato degli altri settori economici (trasformazione, trasporti, commercio) e non quell’insieme di arretratezza che ancora i libri scolastici descrivono. L’agricoltura è il settore che più si è evoluto nella storia e più si è adeguato alle esigenze della società che chiede protezione e tutela dell’ambiente, cura del paesaggio, soddisfazione della crescente domanda in tema di vacanza, ristorazione, gestione del tempo libero, educazione alimentare, qualità e sicurezza alimentare, etc., mantenendo la funzione principale che è quella di produzione di cibo.

    Siamo consapevoli che le sole attività multifunzionali non avrebbero potuto risolvere i problemi dell’Agricoltura: la concorrenza, gli alti costi di produzione, i bassi prezzi alla vendita, la burocrazia, etc. ma, sicuramente, avrebbero potuto e dovuto creare un’attenzione e un interesse diverso.

    Infatti, mentre l’agriturismo prendeva piede, si normava, si organizzava, si promuoveva e si sviluppava, arriviamo negli anni ’90, quando l’Agricoltura italiana fu sottoposta agli attacchi dell’opinione pubblica perché considerata responsabile del degrado ambientale a causa delle lavorazioni forzate per rendere il territorio più adatto alle colture intensive e per l’uso indiscriminato della chimica nelle coltivazioni. Gli agricoltori erano additati come attentatori, anche, della salute dei cittadini – consumatori.

    Le aree rurali, l’agricoltura, gli agricoltori piombarono in uno stato di abbandono, di isolamento perché si era creato un forte distacco tra la città e la campagna e, soprattutto, tra le nuove generazioni e il mondo dell’agricoltura nel suo complesso. Non bastava ricordare che lo sviluppo di un’agricoltura moderna, intensiva e specializzata, non solo in Italia, era stata necessaria per debellare la fame nelle città, subito dopo la guerra e che la Comunità Europea aveva investito e incentivato l’uso della chimica e la meccanizzazione al fine di produrre di più.

    E mentre gli agricoltori che si erano resi disponibili a ciò subivano ingiusti attacchi, l’Agricoltura diventava oggetto di interminabili discussioni nei salotti televisivi che ne evidenziamo solo gli aspetti negativi.

    Allora, bisognava intervenire per contribuire a ripristinare il contatto tra la campagna, intesa come sintesi di agricoltura, ambiente, natura, arte e cultura e i cittadini, in particolare le giovani generazioni, affinché essi potessero arricchire la loro cultura e scoprire che c’è un mondo diverso fuori dalla città, un mondo che ha altri colori, altri odori, altri sapori e tempi di vita più quieti.

    Ripristinare, quanto più possibile, la giusta considerazione verso gli agricoltori e verso l’agricoltura non era semplice. Né le misure dell’Unione Europea che già puntava ad una agricoltura più sostenibile e, quindi, verso l’integrato, il biologico, etc. erano sufficienti per far cambiare l’opinione che si era creata, anzi venivano elevate anche proteste perché l’Unione Europea e lo stato riempivano di soldi gli agricoltori senza merito.

    Da ciò, quindi, la necessità di recuperare un consenso sociale verso l’agricoltura e gli agricoltori per il nuovo, inedito ed insostituibile ruolo che essi hanno proprio nella preservazione e difesa dell’ambiente e del territorio, per la qualità dei prodotti, per la sicurezza alimentare. Quindi, fra le tante iniziative, le fattorie didattiche sembravano essere la soluzione per avvicinare le giovani generazioni alla campagna in tutti i suoi aspetti e per far conoscere il vero mondo dell’agricoltura e degli Agricoltori.

  • E, quindi, gli agricoltori, così come avevano già fatto per l’agriturismo, aprendo le loro aziende, le loro case per accogliere gli ospiti per le loro vacanze, il loro tempo libero, ancora una volta si reinventano e trasformano le loro aziende in aule didattiche.

    Si comprende in seguito, anche se vi erano state già delle significative esperienze in alcune regioni, che le aziende agricole potevano essere il luogo adatto per accogliere persone con disagio ai fini del recupero psico – fisico e dell’inclusione sociale. Nasce, quindi l'Agricoltura Sociale: un insieme di interventi che uniscono l’attività agricola a quella sociale, con l’obiettivo di produrre allo stesso tempo beni e servizi utili alla collettività.

    E la vendita diretta, nata come conseguenza dell’agriturismo, diventa una ulteriore attività che, sebbene non sia ritenuta attività connessa, rientra a pieno titolo fra le attività multifunzionali.

    Nascono anche gli agriasilo, le attività ludiche e sportive strettamente legate all’agricoltura e, naturalmente, anche altre attività tipo la produzione di energia, il riciclo, etc che rientrano fra le attività multifunzionali dell’agricoltura.

  • A distanza di anni dalla nascita di ciascuna delle attività citate, in particolare l'agriturismo, pensiamo che rimangono valide e crescono sia le esigenze e le motivazioni che hanno spinto i cittadini - turisti nelle campagne, sia quelle che hanno indotto gli agricoltori ad intraprendere nuove attività all'interno delle loro aziende.
  • Pertanto, vogliamo offrire il nostro contributo per far si che sia le esigenze  degli Agricoltori, sia quelle dei Cittadini possano trovare la giusta soddisfazione.
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